I candidati alle Europee

In questa rubrica presentiamo alcuni candidati che fanno riferimento all’area del centro sinistra e che Alleanza dei Democratici intende porre all’attenzione dei suoi aderenti.

Incominciamo con Silvja Manzi che qui brevemente si presenta. Nei prossimi giorni Silvja Manzi ci manderà le sue osservazioni sia sul ruolo di Più Europa nel panorama europeo sia sul ruolo di Più Europa in Piemonte!

Silvja Manzi è segretaria nazionale dei
Radicali italiani

Silvja Manzi. Nata a Foggia nel 1973. Vive a Torino ed è consulente editoriale. Da novembre 2018 è Segretaria nazionale di Radicali Italiani. Da gennaio 2018 è tesoriere e amministratrice di +Europa. Militante radicale dal 1991. Ha da allora partecipato a tutte le campagne referendarie e per i diritti civili. È stata assistente personale di Marco Pannella e collaboratrice parlamentare di Olivier Dupuis negli anni della sua segreteria del Partito Radicale Transnazionale.Nel 2001, con Olivier Dupuis, ha organizzato una manifestazione nonviolenta in Laos per chiedere conto della scomparsa di cinque leader studenteschi laotiani e, con altri quattro militanti radicali, ha trascorso due settimane in carcere prima di essere espulsa dal Paese, dopo un processo sommario.A Torino, con l’Associazione radicale Adelaide Aglietta, ha, fra l’altro, promosso iniziative politiche sulla laicità e contribuito al successo delle delibere comunali di iniziativa popolare sull’Anagrafe Pubblica degli Eletti, sulla trasparenza delle nomine, sul Testamento Biologico e sulle Unioni Civili, e coordinato in Piemonte le campagne referendarie su Eutanasia legale, regolamentazione Cannabis e immigrazione.È stata coordinatrice, per il Piemonte, dei Membri individuali dell’ALDE Party (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei).

Abbiamo intercettato Silvja Manzi mentre si appresta ad avviare la sua campagna elettorale che, a suo dire, sarà dura ma anche divertente; Silvja ha il desiderio di incontrare molte persone, soprattutto le persone indecise o coloro che avrebbero già deciso di non andare a votare. Poi vorrà incontrare molti giovani, come lei, poi vorrà intercettare le persone in difficoltà economiche… insomma si trova di fronte ad un vero e proprio tour de force!

Silvja, cosa vuoi mettere in evidenza in premessa?

Alle prossime elezioni europee sarò candidata per +Europa in tutte le circoscrizioni italiane, mentre per le elezioni regionali piemontesi sono presente nel listino del candidato Presidente Sergio Chiamparino.La mia candidatura non è semplicemente la candidatura di Silvja Manzi, ma quella della segretaria di Radicali Italiani e dell’amministratrice di +Europa. Dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018 abbiamo lavorato sodo per riuscire trasformare la lista elettorale “+Europa con Emma Bonino” nel partito +EUROPA perché siamo convinti che la sfida sia tra chi auspica una società aperta (più liberale, più inclusiva, più laica, più democratica) e chi teorizza una società chiusa (populista, nazionalista, sovranità).

Così esordisce la giovane segretaria dei Radicali italiani con quel suo sorriso accattivante che però non fa nulla per nascondere la sua grande e generosa determinazione.

Cara Silvja, cosa ti preoccupa di più non tanto della campagna elettorale, quanto della situazione in cui versa il nostro Paese?

In questo ultimo anno il nostro Paese è divenuto il principale attore di una restaurazione xenofoba che rischia di infettare tutta l’Europa. Queste elezioni – europee e regionali – sono cruciali per invertire una tendenza che appare ineluttabile e lanciare un segnale forte che un’altra Italia c’è.Il Piemonte è regione d’Europa e deve esserlo di più; folle pensare che si possa fare a meno di un collegamento cruciale quale quello rappresentato dalla linea Torino-Lione, folle pensare che si possa restare alla finestra a guardare le altre regioni d’Europa lavorare, far viaggiare merci, persone e idee.

Quindi pensi che i partiti al governo attualemnte stiano giocando una partita pericolosa per noi italiani?

I due partiti al Governo – che in questa campagna elettorale fingono di litigare per confortare il proprio elettorato – stanno portando il Paese al collasso economico e stanno scardinando le fondamenta del nostro Stato di diritto. Un successo anche in queste tornate elettorali ci porterebbe più rapidamente verso l’autarchia, con esiti facilmente prevedibili.In Europa occorre esserci per poter porre sul piatto le questioni non più rinviabili di revisione dei trattati in senso ancora più federale (vogliamo una vera politica comune estera, di difesa, sull’immigrazione, fiscale, ambientale…) e vogliamo farlo nel gruppo che sarà l’ago della bilancia del prossimo Parlamento, quello liberale.

E in Piemonte?

In Piemonte vogliamo, prioritariamente, modificare il sistema elettorale. L’attuale sistema proporzionale non fa altro che penalizzare la politica sana e virtuosa, le zone meno rappresentate della regione, alimentare con le preferenze un sistema clientelare. Occorre una riforma maggioritaria uninominale, con una divisione della regione in collegi omogenei, per riavvicinare innanzitutto l’elettore all’eletto.Per tutto questo e per molto altro occorre esserci, e per questo occorre il voto di molti degli amici liberali che qui ci seguono.

Ringrazio Silvja (con la J, mi raccomando) per il tempo che mi ha concesso e la saluto mentre con il suo capiente zaino sulle spalle va a prendere il tram per rientrare nella sua casa a Madonna di Campagna.

marco cavaletto

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