a proposito di tennis..

L’ assegnazione a Torino delle finali ATP di tennis per il quinquennio 2020 – 2025 è il risultato di un lavoro di sistema che ha visto coinvolti le autorità sportive nazionali, il Governo, la città e a quanto risulta da notizie di stampa anche alcuni dei maggiori interpreti di questo sport.

Il lavoro di squadra, è opportuno evidenziarlo, ha riguardato soprattutto coloro che, dopo il fiasco della candidatura olimpica e l’opposizione strenua alla TAV da parte dell’Appendino, con la loro sollevazione contro la stagnazione proposta come rimedio naturale ai problemi della città, hanno costretto la Sindaca a compiere passi in una direzione assai diversa da quella contemplata nel suo piano originale di azione amministrativa, per non perdere del tutto il rapporto con la città più operosa e attenta. Il positivo risultato raggiunto non annulla affatto tali contraddizioni. Appendino rivendica successi che originariamente non voleva in assenza di risultati sui problemi che invece proclamava di essere capace di risolvere: succede così non solo per lo sport, ma anche per i flussi turistici, prima visti dal Sindaco e dalla sua maggioranza come portatori solo di lavoro precario e futilità varie.

Noi condividiamo la soddisfazione per quanto Torino ha ottenuto: siamo diffidenti per quanto riguarda quello che ne potrà derivare. Speriamo che oltre a sostituire i raccatapalle con dei portentosi droni, il rilancio delle giacche olimpiche evocato da qualche attempata tifosa dell’Appendino (e non solo..),  e altre amenità simili, ci sarà qualcosa di reale per l’inclusione sociale e la condivisione delle opportunità con le periferie, il Terzo Settore, l’associazionismo giovanile. Laboratorio Civico deve sfidare fin da ora l’Amministrazione su un confronto di idee e progetti al riguardo, e avviare già nel corso della campagna regionale una prima proposta.

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