I candidati alle Europee – 2

Igor Boni, 50 anni di Torino. Laureato in Scienze forestali alla facoltà di agraria di Torino.
Militante e dirigente radicale da oltre 30 anni, si occupa attivamente di diritti civili, diritti umani, trasparenza delle istituzioni e politiche ambientali. Fa parte della direzione nazionale di Radicali Italiani ed è Coordinatore del gruppo +EUROPA Torino. Lavora da 25 anni all’Ipla di Torino (Istituto Piante da Legno e Ambiente) come tecnico specialista dei suoli. Da 5 anni ricopre il ruolo di amministratore unico della società.  È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e ha recentemente pubblicato il libro “La Collina torinese e i suoi funghi”. È autore di 3 romanzi pubblicati com la casa editrice Andromeda.


Quali sono le motivazioni che ti spingono ad affrontare una elezione difficile come quella legata al rinnovo del Parlamento Europeo?

Le prossime elezioni europee sono uno spartiacque per il futuro. Se vinceranno le forze sovraniste e populiste, il fragile equilibrio dell’Unione europea si romperà e avremo dinanzi il ritorno di anni bui che credevamo di avere definitivamente messo alle spalle. Se invece vi sarà un’inversione di tendenza potremo conquistare l’occasione di percorrere fino in fondo il sogno federalista europeo spinelliano e pannelliano. Per questo sono candidato alle prossime elezioni europee con +EUROPA, perché sono convinto che senza gli Stati Uniti d’Europa, senza una politica estera e di difesa comuni, senza una politica sull’immigrazione comune, senza una politica ambientale comune, senza un welfare europeo, senza una patria europea, non potremo affrontare le sfide di oggi e di domani.

Temi per l’europa ma sei in apprensione anche per il nostro Paese...

La spinta espansionista di Putin e della Cina, il cieco egoismo di Trump, non si possono arginare con 27 staterelli, occorrono politiche transnazionali e decisioni di livello almeno europeo. L’Italia oggi è uno dei principali problemi globali per le politiche dissennate (a dir poco!) del nostro Governo. Continuare a costruire debito sulle spalle delle generazioni future in cambio del consenso è un’azione che pagheremo a caro prezzo. Un prezzo che sarà assai più alto per le famiglie meno abbienti. Abbiamo denunciato in ogni modo le menzogne elargite a piene mani dalla scorsa campagna elettorale fino ad oggi. Abbiamo su ogni dossier fatto proposte concrete: dal Sì alla Tav a politiche di integrazione sui migranti, dalle riforme liberali nella gestione delle municipalizzate all’attenzione al rientro del debito pubblico, dalla difesa dei diritti civili a nuove proposte sull’ambiente.

L’Europa è quindi la soluzione del problema e non il problema…

Nessuno tranne +EUROPA ha dall’inizio individuato nell’Europa l’unico antidoto di pace al ritorno della violenza e dei nazionalismi. Non semplicemente difendendo l’Europa che c’è ma lavorando per conquistare l’Europa che ancora non c’è.  Per questo chiedo il sostegno e il voto di quanti ritengono necessaria una ampia ristrutturazione dell’Europa perché essa possa realizzare il sogno di noi tutti: l’europa dei cittadini e non soltanto l’europa degli stati…

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